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News dall'accademia
26/gen/2012

Presentazione del volume
"L'arte per le canonizzazioni"
di Vittorio Casale

 

Iniziativa all’interno del ciclo “Novità editoriali all’Accademia Nazionale di San Luca”

 

Introduce e coordina Francesco Moschini

Intervengono Roberto Fusco, Fabrizio Lemme, Bruno Toscano

Sarà presente l’autore

 

Giovedì 26 gennaio 2012 alle ore 16.30, viene presentato all'Accademia Nazionale di San Luca il volume "L’arte per le canonizzazioni – l’attività artistica intorno alle canonizzazioni e alle beatificazioni del Seicento", di Vittorio Casale, edito da Allemandi & C.. Introdotti da Francesco Moschini, ne discutono Roberto Fusco, Fabrizio Lemme e Bruno Toscano. Sarà presente l'autore.

La ricerca condotta da Vittorio Casale, raccolta nel volume L’arte per la Canonizzazione, si configura come un’indagine all’interno delle numerose espressioni artistiche legate alla cultura del Seicento, nel momento in cui la “grande macchina” ecclesiastica muove il suo imponente meccanismo per l’organizzazione delle sfarzose cerimonie di canonizzazione di santi e beati, comportando il coinvolgimento di numerose figure professionali e di ingenti capitali. Un lavoro, quello di Casale, che volutamente non si accontenta di riflettere attorno alla semplice manifestazione artistica, come realtà svincolata dalla storia, ma interessato alla ricostruzione alle dinamiche economiche, produttive e sociali legate alla nascita e all’evoluzione delle beatificazioni, delle canonizzazioni e delle solennizzazioni, per tracciare un ricco affresco del sistema dell’arte ecclesiastica del XVII secolo. In tale prospettiva il libro chiarisce come l’arte per le canonizzazioni fosse un fenomeno singolare per quanto riguarda le relazioni tra committenti, promotori e artisti. «Per statuto, si può dire, il committente non coincide con il destinatario. Infatti non fa eseguire opere per sé, ma per il pontefice e per i prelati, per i promotori e per la folla anonima dei fedeli. Il committente è in realtà solo il finanziatore, e quindi ha facoltà di scegliere gli artisti e i soggetti soltanto nella fase precedente all’organizzazione della cerimonia vaticana; raggiunto l’agognato traguardo, i promotori escono di scena e l’organizzazione della cerimonia passa nelle mani dell’architetto responsabile dell’apparatura, e anche del pontefice e dei prelati; ma in qualche caso anche i promotori possono tornare ad avere voce in capitolo. La cerimonia era completamente diretta dai cerimonieri pontifici: erano loro a fissare il costo». L'importante pubblicazione si pone al termine di una lunga ricerca condotta dall'autore su un tema non ancora presente nella sua globalità negli studi di storia dell'arte.  In questa prospettiva il volume può offrire  un nuovo strumento: la categoria metodologica delle opere 'di canonizzazione'. Nel Seicento le beatificazioni, le canonizzazioni, e i festeggiamenti successivi diedero luogo ad una produzione artistica estremamente ampia e varia: incisioni, dipinti, sculture,cappelle, chiese, anche di grande rilievo, basti citare la cappella della Beata Ludovica Albertoni, con i capolavori di Baciccio e Bernini, e le chiese romane di Sant'Ignazio, e di Sant'Isidoro. Il parterre degli artisti comprende Guercino, Bernini, Borromini (in una partecipazione del tutto sconosciuta), Annibale e Ludovico Carracci, Baciccio, Lanfranco, Maratti, Murillo, Reni, Rubens, Saraceni, Domenichino, Zurbaran e molti altri. Il consuntivo di tali eventi può riuscire talvolta impressionante: la canonizzazione plurima del 1671 impegnò circa dodici artisti per circa centoquindici dipinti originali e cinquanta copie. Nessuna commissione artistica del secolo raggiunse un simile plafond.

Vittorio Casale, professore di Storia dell'Arte Moderna presso l'Università degli Studi Roma Tre, ha concentrato i suoi interessi di studio soprattutto sulla storia dell'arte dei secoli XVII-XVIII e sulla storia della critica d'arte del secolo XVII. Della sua varia attività citiamo la partecipazione all'iniziativa delle 'Ricerche in Umbria, il ritrovamento e la pubblicazione di due importanti sculture di Bernini, l'edizione critica del 'Trattato sulla pittura e scultura' del gesuita Gian Domenico Ottonelli e Pietro da Cortona.

 

Coordinamento di Ilaria Giannetti e Luca Porqueddu

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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