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PREMIO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Storia del Premio Nazionale per le Arti

Nascita di un premio
Il 28 ottobre 1948, cinque mesi dopo essere stato eletto Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi firma il Decreto di approvazione del Nuovo Statuto dell’Insigne Accademia Nazionale di San Luca che sarà “inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana”. L’articolo 2 del Decreto Presidenziale, che precede l’approvazione, aggiunge la parola “Nazionale” accanto alla denominazione secolare dell’Accademia degli artisti.
Dieci giorni prima, il 18 ottobre, il Presidente Einaudi, in ricordo della tradizione dei Premi Reali, aveva istituito, per il settennato della sua carica, i Premi Nazionali per le Scienze conferiti dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Sono queste le due date importanti che precedono di poco più di un anno la nascita del Premio Nazionale per gli artisti e gli architetti.
È del 30 gennaio 1950 la lettera del Presidente Luigi Einaudi al Presidente dell’Insigne Accademia Nazionale di San Luca, Carlo Siviero, per il conferimento agli artisti italiani di un Premio Nazionale, annuale e indivisibile, di un milione di lire. Il premio è assegnato per i primi tre anni dall’Accademia Nazionale di San Luca, alternando le tre classi di Pittura, Scultura, Architettura, per il quarto anno dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per la musica, e così successivamente, sino alla fine del settennato presidenziale.
Nella lettera del Presidente sono indicate con precisione le regole per la partecipazione al concorso, sicuramente concordate (durante il 1949) con il Presidente dell’Accademia e con il Consiglio Accademico, e quindi riportate nel primo Regolamento. La norma più importante riguarda la composizione della commissione giudicatrice delle opere presentate: “La commissione per l’assegnazione dei premi dovrebbe – scrive il Presidente Einaudi – essere composta, per le arti figurative, dal Presidente dell’Accademia di San Luca o dal Presidente della classe specifica (pittura, scultura o architettura) che presiederà la commissione stessa e da quattro membri scelti fra i Soci nazionali dell’Accademia”. Al lungo elenco di regole, modalità di partecipazione (è un concorso aperto a tutti i cittadini italiani giudicati poi dalla Classe di riferimento), procedure ed entità dei finanziamenti, Einaudi aggiunge una raccomandazione: che il premio sia conferito ogni anno il 12 maggio “anniversario della mia elezione, rinviandone il conferimento alle consuete adunanze di chiusura dell’anno accademico”.
Il giorno dopo, il 1 febbraio 1950, ha luogo la prima Adunanza generale degli Accademici. Il presidente Siviero comunica la nascita del “Premio Nazionale delle Arti” istituito per il 1950, 1951, 1952, 1954, e l’Assemblea prende atto “con vivo plauso della munifica elargizione del Capo dello Stato”.
Non viene tuttavia menzionata, nella lettera di Luigi Einaudi e nel Regolamento del Premio, stampato e inviato ai giornali, una norma fondamentale, mai modificata negli anni, ovvero che il candidato, designato dalla Commissione degli Accademici e proposto al Capo dello Stato, soltanto dopo il parere favorevole del Presidente della Repubblica (negli anni sempre affermativo e rispettoso del giudizio degli Accademici) può essere decretato ufficialmente vincitore.

Un primo cambiamento del Regolamento si ha nel luglio 1951, quando gli Accademici decidono di ampliare il numero dei membri della Commissione scelti tra le Classi dai quattro iniziali (due della Classe da premiare, due in rappresentanza delle altri Classi) a nove (portando a sette quelli della Classe di riferimento).

Tutte le cerimonie di premiazione degli anni di Presidenza di Luigi Einaudi avvengono in Accademia, la presenza del Capo dello Stato conferisce solennità all’evento e richiama l’attenzione della stampa che per “sintesi giornalistica” modifica il nome del Premio in “Premio Einaudi”.

Dopo Luigi Einaudi
Nessuna sostanziale modifica viene apportata al Regolamento durante i primi anni della Presidenza di Giuseppe Gronchi, eletto il 29 aprile 1955. Il Premio, fino al 1959, è conferito dall’Accademia con l’approvazione del Presidente per tre anni su quattro; la Commissione è formata da sette Accademici e la cerimonia di consegna avviene nella sede di Palazzo Carpegna alla presenza del Capo dello Stato. Poi la storia dell’Accademia si modifica insieme alla storia del Premio.
Il 6 ottobre 1959 il Presidente Gronchi firma il Decreto con cui  approva il nuovo Statuto dell’Accademia deliberato dall’Adunanza Generale ordinaria degli Accademici Nazionali il 12 maggio 1958.
Anche il Regolamento del Premio subisce importanti variazioni.
Dalla mancata assegnazione nella edizione del 1958, perché nelle opere presentate da settantanove pittori non erano state riscontrate quelle qualità indispensabili per ricevere un Premio così prestigioso, la Commissione sottopone al Presidente Gronchi la possibilità di riesaminare la procedura di selezione. Da questo riesame ne deriva un concorso non più aperto a tutti ma riservato a candidati selezionati dagli Accademici Nazionali della Classe di riferimento insieme ai presidenti delle altre Classi. Il nome del designato è comunque sempre proposto al Presidente della Repubblica per la definitiva approvazione.
Il 6 maggio 1962 Antonio Segni viene eletto Presidente della Repubblica. Due anni dopo, il 16 aprile 1964, si reca in Accademia in occasione della premiazione dell’architetto Mario Ridolfi, evento accompagnato da una conferenza dell’accademico Luigi Moretti (già insignito del Premio Presidente nel  1956) dal titolo Significato attuale della dizione “architettura”. È la prima volta che viene proposto per il Premio un Accademico (Ridolfi è al momento Accademico Corrispondente).
Segni continua la tradizione dei suoi predecessori, aumentando il compenso per il vincitore (consuetudine ripresa poi anche dagli altri Presidenti al momento della loro elezione).

Dal 1966 al 1971, Presidente Giuseppe Saragat, le cerimonie di premiazione si spostano in Quirinale. Sono questi anni in cui numerose sono le richieste di modifiche delle norme sulla selezione dei candidati.

Il 23 dicembre 1971 viene eletto Presidente Giovanni Leone, che accetta di proseguire il Premio con le modiche del Regolamento proposte da Giovanni Muzio, allora Presidente dell’Accademia.
Il premio non viene più assegnato tre anni su quattro, ma ogni anno, e riferito soltanto all’Accademia Nazionale di San Luca. Le segnalazioni sono espresse dagli Accademici Nazionali e possono riguardare sia interni che Accademici Corrispondenti. Alla Commissione si aggiungono anche due Accademici Cultori scelti personalmente dal Presidente dell’Accademia.
 
La “nuova” storia del Premio così modificato riprende nel 1973, decidendo di riprendere la successione dei premiati di nuovo da un pittore, Corrado Cagli, dopo la premiazione di Afro Basaldella avvenuta nel 1971.

I successivi Presidenti della Repubblica, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano, hanno permesso la prosecuzione del Premio voluto da Luigi Einaudi e rafforzato i costruttivi rapporti tra la Presidenza della Repubblica e l’Accademia Nazionale di San Luca.

 

Testo tratto da: B. Marconi (a cura di), Accademia Nazionale di San Luca. Premio Presidente della Repubblica. Mezzo secolo di Arti, Edizioni de Luca, Roma 1999
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Premi Presidente della Repubblica
Il Premio Presidente della Repubblica è un Premio Nazionale per le Arti che nasce nel 1950 con Luigi Einaudi come "segno di riconoscenza per l'attività creativa" agli artisti, confermato e rinnovato dai successivi Presidenti della Repubblica e dagli Accademici di San Luca.
Il Premio è assegnato alternando le tre classi, Architettura Pittura e Scultura, ed è proposto da una Commissione giudicatrice di Accademici Nazionali di San Luca.
 
I testi (relativi alla storia e alle schede degli anni 1950-1999) sono tratti da B. Marconi (a cura di), Accademia Nazionale di San Luca. Premio Presidente della Repubblica. Mezzo secolo di Arti, Edizioni de Luca, Roma 1999
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