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Guido Reni
La Fortuna con la corona in mano
2013 - 2014
Restauro a cura di
LAURA CIBRARIO e FABIOLA JATTA
Conservazione e restauro
 
realizzato grazie a un'erogazione liberale della
Banca Fideuram
 
 
 
Stato di conservazione
 
La tela, foderata nel corso di un precedente intervento di restauro, è tesa su di un telaio ligneo estensibile, piuttosto antico, con traversa orizzontale. La vecchia tela di rifodero presentava una cucitura centrale verticale. Si registravano sull'intera superficie piccole creste della pellicola pittorica più diffuse e concentrate lungo tutta la battuta del telaio e nella parte inferiore del dipinto.  Sempre in corrispondenza della battuta del telaio, percepibile dal fronte, si registravano numerose ridipinture alterate, alcune delle quali realizzate su vecchie stuccature. Una vernice ingiallita alterava l'originale cromia del dipinto che, al termine del restauro, ha recuperato i suoi toni freddi.
La cornice, una Salvator Rosa dorata con oro zecchino in foglia, era in cattive condizioni: l'oro risultava molto ripreso a porporina e numerose erano le abrasioni e i sollevamenti presenti. Il legno presentava infine segni di un attacco xilofago ancora in atto.
 
Intervento di Restauro
 
 
Il dipinto, smontato dalla sua cornice, è stato spolverato su entrambi i fronti; avendo deciso di non eseguire una nuova foderatura, anche per mantenere le informazioni storiche date da numerosi bolli in ceralacca presenti sul retro della tela di rifodero, si è dato subito inizio ad una campagna di preconsolidamenti delle zone più fragili.
Dopo una completa campagna di indagini non distruttive sulla superficie (lampada di Wood, infrarosso riflettografico, infrarosso falso colore e una ripresa radiografica) che hanno consentito di confermare le notizie delle fonti storiche circa una prima stesura del dipinto con la dea Fortuna con in mano il borsellino, sono stati eseguiti i primi saggi di pulitura, per mettere a punto la migliore miscela solvente. L'opera è stata liberata dalla vernice alterata che ne offuscava i colori originali e dalle vecchie ridipinture alterate. È quindi seguita una seconda fase di consolidamenti, più estesa. Le vecchie stuccature inidonee sono state smontate e ne sono state realizzate di nuove. Tutte le piccole abrasioni e le nuove stuccature sono state reintegrate con colori stabili a vernice per restauro, della Gamblin.
L'intervento si è concluso con la stesura su tutta la superficie di una vernice nebulizzata a base di resine naturali della Lefranc&Bourgeois.
 
 
 
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