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Pier Francesco Mola
La Filatrice
2014
 
Restauro a cura di
FABIO PORZIO*

 

 

Stato di conservazione

Il dipinto si presentava in mediocre stato di conservazione in quanto la superficie pittorica risultava coperta da uno spesso strato di vernici ingiallite ed ossidate che avevano catalizzato ed inglobato il particellato grasso. Al di sotto di tale strato si notavano numerose ridipinture in parte alterate che coprivano parzialmente le estese abrasioni della pellicola pittorica. Le zone più abrase erano sicuramente i fondi (in particolare la metà sinistra del quadro), i capelli  e lo sbuffo della manica verde in primo piano. Nelle zone abrase si poteva facilmente intravedere sia la preparazione di base che la trama della tela. Al contrario, gl’incarnati ed il vestito bianco si presentavano in buono stato di conservazione. Era presente, inoltre, una piccola caduta di colore con andamento verticale al centro del bordo inferiore, causata dalla pressione esercitata da una bitta caduta dal retro ed infilatasi tra le tele ed il montante inferiore del telaio.

  Il telaio di legno a struttura espandibile non è quello originale, ma è di restauro, mentre la tela originale risulta foderata con colla organica (colla di pasta) e con tela di tipo “pattina”. Sia il telaio che la rifoderatura appaiono in buono stato ed ancora idonei. Prima dell’intervento, due bitte erano cadute dal loro alloggiamento e si erano incastrate tra le tele ed il montante inferiore del telaio unitamente ad alcuni piccoli frammenti d’intonaco che spingevano sul davanti.

  La cornice non è sicuramente la sua originale in quanto di dimensioni visibilmente maggiori ed in quanto sul retro della stessa si legge “Gaulli”. L’opera era pericolosamente inserita nella cornice poichè tendeva a cadere in avanti essendo più piccola di dimensioni ed uscendo quindi facilmente dalla luce della cornice ed inoltre era assicurata a quest’ultima  tramite un vecchio nastro adesivo in parte scollato.

 

Intervento di restauro

L’intervento di restauro ha contemplato la fase estetica dato che il supporto versava in buone condizioni di conservazione e si è articolato come segue:

•smontaggio dell’opera dalla cornice;
•pulitura con aspirapolvere e pennellesse della superficie pittorica, del retro della tela da rifodero, del telaio e della cornice;
•pulitura della superficie dipinta con miscele di solventi precedentemente testati; a causa della fragilità e del cattivo stato di conservazione delle zone particolarmente abrase, si è proceduto con una pulitura chimica evitando il più possibile un “contatto meccanico” con la superficie e perciò si è scelto di estrarre mediante kleenex imbibiti di dimetilformammide gli strati di sporco e di vernici; rifininendo la pulitura , sempre per estrazione, con tricitrato d’ammonio;
•rimozione dei vecchi ritocchi debordanti sull’originale e revisione delle vecchie stuccature;
•verniciatura della pellicola pittorica con vernice retoucher  stesa  a pennello al fine si separare la superficie originale dagl’interventi successivi e di ridare un corretto indice di rifrazione all’opera;
•stuccatura delle lacune con gesso di Bologna e colla di coniglio;
•reintegrazione pittorica con colori ad acquarello ed a vernice per il restauro;
•protezione finale con vernice retoucher e blanc mat date a caldo per nebulizzazione.
 

La cornice è stata restaurata unitamente al dipinto. Lo spesso strato di sporco composto da vecchi fissativi e da particellato grasso è stato rimosso a tampone con acqua addizionata da colla di coniglio; si è proceduto ad una revisione ed incollaggio della struttura lignea e delle parti distaccate; si è proseguito con la stuccatura delle lacune  ed alla ridoratura  con foglia d’oro zecchino stesa sulle zone molto abrase (come tutto il montante inferiore)  e sulle stuccature, mentre  piccole abrasioni e lacune si sono ritoccate con colori a tempera similoro; in fine si  sono chiusi i buchi di sfarfallamento dei tarli con cera d’api e protetta la superficie dorata con cera d’api tirata a lucido.

 

 

* L'opera è stata restaurata in occasione della mostra  “Ritratto e figura. Dipinti da Rubens a Cades”  inauguratasi nella città di  Cavallino in provincia di Lecce (vedi)

Conservazione
e Restauro
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